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Level B1.2Italian story

Il Dilemma del Romanziere

Martin Hale lavorava al suo secondo romanzo da quattro anni. Il suo primo libro, un thriller psicologico ambientato a Vienna, era stato elogiato dalla critica e aveva venduto abbastanza bene. Ma il secondo — una storia che abbracciava tre generazioni di una famiglia greco-irlandese — si stava rivelando molto più difficile da terminare. La sua editrice, una donna perspicace chiamata Diana Cross, gli aveva già concesso due proroghe. La data di consegna originale era diciotto mesi prima. Ora, con solo sei settimane davanti a lui, Martin aveva completato appena due terzi del manoscritto. Sapeva che se non avesse consegnato entro la nuova scadenza, il suo contratto avrebbe potuto essere cancellato. Il problema non era l'ispirazione — aveva troppe idee, non troppo poche. La vera difficoltà era la struttura. Ogni volta che credeva di aver risolto la storia di un personaggio, questo creava nuove complicazioni per gli altri. Aveva considerato di eliminare completamente uno dei tre personaggi principali, il che avrebbe semplificato notevolmente la trama, ma avrebbe anche distrutto ciò che rendeva unico il libro. Il suo mentore letterario, un romanziere in pensione chiamato il professor Adeyemi, gli ha detto che avrebbe dovuto smettere di cercare di controllare la storia e lasciare che fossero i personaggi a guidare. «I libri che sembrano forzati di solito lo sono», ha detto. «Se ti ritrovi a lottare contro il materiale, il materiale sta cercando di dirti qualcosa». Martin non era sicuro di essere d'accordo. Aveva sempre creduto che la struttura venisse dallo scrittore, non da qualche forza mistica all'interno della storia. Ma alle tre di notte, fissando un capitolo che era stato riscritto undici volte, era disposto a provare qualsiasi cosa. Ha chiuso il laptop, si è preparato un caffè forte e ha aperto un nuovo documento. Ha digitato un'unica frase che non aveva mai avuto intenzione di scrivere. All'alba, aveva completato venti pagine. Erano, senza alcun dubbio, le migliori che avesse mai scritto.

1. Cosa caratterizzava la situazione di Martin con il suo secondo romanzo?